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Le parole di Lorena, moglie di Sandro Boscaro

Una testimonianza di rara intensità e bellezza, in ricordo di lui, a due anni dall’ultimo saluto.
Grazie Lorena…

Sandro mi ha insegnato l’amore.
Ora voglio condividerlo col mondo.

La SLA ti ha portato via, ma voglio trovare nella dignità con cui hai vissuto, la voglia di non arrendermi e di credere nella ricerca.
Sandro, dopo cinque anni di sofferenze, nel tuo corpo stremato dalla malattia che ti ha colpito, hai ceduto.
Te ne sei andato nella mattina del 2 aprile, ti ho lasciato in rianimazione la sera tardi dell’1 aprile, dopo averti a lungo accarezzato i capelli e baciato il volto, con la consapevolezza che sarebbero state le ultime carezze, i miei ultimi baci.
Ho ancora sul mio petto il tuo ultimo respiro e lo porterò gelosamente per sempre sul mio corpo, nelle mia mente, nel mio cuore.
Mi consolerà il ricordo del tuo volto solare e mi sosterrà tutto l’amore, la gioia e la forza che mi hai dato.
Perché, paradossalmente, tu che energia non ne avevi più, sei stato quello che ha dato forza alla mia vita trasmettendomi tutta la tua contagiosa vitalità.
La crudele malattia che ti ha strappato alla vita e la terribile sofferenza che hai provato negli ultimi tempi, hanno sconfitto il tuo corpo, ma non sono riusciti mai a cancellare la tua forza d’animo e il tuo amore per la vita.
Sei stato bravo e coraggioso e io ti sarò grata per sempre per avermi insegnato a dare il giusto senso a questa misteriosa, incomprensibile avventura che è la vita.
Eri pieno di vita, di idee, eri solare e intelligente.
Con te ho provato sentimenti di totale, assoluta pienezza.
Ho capito cosa è il tutto.
E poi, un giorno, quella meravigliosa persona che eri, è stata invasa da un nemico tanto feroce, tanto subdolo.
Ti ha consumato lentamente, tagliandoti piano piano le capacità di camminare, di controllare i movimenti del tuo corpo, alla fine di parlare, di mangiare e di respirare.
Ti ho perso poco alla volta, lacerandomi il cuore nel vederti sempre più in difficoltà.
La persona curiosa, vitale, entusiasta che eri, si è andata trasformando in una forma di vita che poco assomiglia a ciò che comunemente si intende per vita.
E non abbiamo più potuto ridere, essere complici, continuare a crescere insieme e godere del privilegio della vita.
Così, come mi avevi fatto capire cosa fosse il tutto, mi hai insegnato cosa sia il nulla.
E’ stato difficile per noi all’inizio capire ciò che stava succedendo e credere alla crudele sentenza dei referti medici e all’idea che fosse successo proprio a te.
Eppure, nonostante la totale impotenza, il completo disarmo di fronte a questo nemico, non hai mai mollato e ti siamo stati accanto cercando, di volta in volta, di trovare il modo per renderti la “non vita” che ti si prospettava il meno dolorosa possibile.
E tu sei stato bravo: molto bravo.
Sei stato un campione.
Il mio campione.
Mi manchi, mi manchi tanto.
E mi manca di te non solo il periodo in cui eri bello, sano, forte,
Mi manca anche quello della sofferenza, del dolore: quando lavarti, cambiarti e rigirarti nel letto era diventata un’impresa faticosissima.
Non so dove tu sia ora: in cielo, nella luce, al buio, da qualche parte….ovunque tu sia, quello che conta è ciò che sei stato, ciò che mi hai trasmesso e ciò che io sono riuscita a trasmettere a te.
Perché io non sarei la persona che sono se non ci fossi stato tu.
E questo non può finire.
Mai.
Coltiverò l’amore incondizionato che mi hai insegnato e cercherò di continuare a condividerlo con il mondo, perché la vita e la morte si eguagliano se su di esse regna l’amore, la tenerezza, la dolcezza dei tuo occhi e la solarità del tuo sorriso.
E lo stesso amore mi darà la forza anche di continuare il mio impegno contro la malattia che ti ha colpito.
Continuerò, nella maniera che mi sarà possibile, a dare man forte alla ricerca, affinché un giorno possa dare uno schiaffo al tuo nemico e riscattare il tuo dolore e quello di tutte le persone che come te soffrono l’ingiustizia di essere stati sottratti alla vita tanto presto o che ancora lottano ad armi impari, contro un nemico che ancora non conosciamo bene e quindi non sappiamo come sconfiggere.
Continuerò ad impegnarmi a favore della ricerca, perché sarà forse l’unico modo che avrò per trovare un senso, una ragione nella nostra triste, assurda vicenda e per sopravvivere senza di te.
Lorena

…………………………..distesi…………………………….
………………..si vede il cielo

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